10 novembre 2002

APPELLO AL MOVIMENTO CONTRO IL NEOLIBERISMO E LA GUERRA

Le hanno chiamate "missioni umanitarie", "operazioni di polizia
internazionale", "azioni chirurgiche", "guerra al terrorismo". Parole che i
popoli iracheno, somalo, yugoslavo, serbo, afgano, kurdo, palestinese
traducono: "devastazione", "morte", "embargo", "miseria", "espropriazione".
Ora i motori dei bombardieri si scaldano per un nuovo massacro, rinominato,
questa volta, "guerra preventiva". Il "nuovo ordine mondiale", quello
annunciato nel '90 da Bush padre, impone l'attacco ad un Iraq gia'
devastato dall'operazione "Desert Storm" del '91 e da 10 anni di
ferocissimo embargo - centinaia di migliaia di civili, in larga parte
bambini, assassinati dalla mancanza di cibo e medicinali. Le risorse
petrolifere irachene, le impellenti necessita' dell'industria americana, le
lobbies militari valgono bene un'altra stagione di orrore. E' la guerra
globale, quella che fa lavorare le armi laddove non sia stata sufficiente
l'aggressione economica e sociale.

Berlusconi si sbraccia a dare la propria disponibilita' al nuovo attacco. I
soldi ci sono: la nuova finanziaria - mentre taglia spese, servizi sociali,
rinnovi contrattuali e assunzioni - aumenta di un altro 7% le spese
militari. Il guerrafondaio e' servito, il piatto e' ricco.

Se ha bisogno di soldi, la guerra prossima ventura ha bisogno di strutture
logistiche da cui far partire gli attacchi e di altre da cui smistare i
rifornimenti. Camp Darby, stretta tra l'aereoporto militare di Pisa e il
porto di Livorno, ha sempre giocato un ruolo centrale nelle guerre
mediterranee. Rappresenta uno dei punti di snodo dei massacri.

Camp Darby: base USA che occupa una parte consistente della nostra costa
grazie ad accordi segreti ed illegali; centro di addestramento legato a
Gladio, al neofascismo e alla guerra sporca giocata nel nostro paese; area
logistica centrale per lo smistamento di uomini ed armi nel Mediterraneo;
porzione di territorio sottratta ad ogni possibilita' di controllo e
verifica (base USA, appunto, neanche NATO). Nessuno sa esattamente cosa
Camp Darby accolga e nasconda, quale sia il livello di rischio per la
popolazione locale. Sappiamo pero', dalle troppe guerre passate, quale
"livello di rischio" rappresenti per la popolazione civile irachena.

Camp Darby e' una ferita aperta, e' la guerra guerreggiata imposta al
territorio toscano.

SE "chiudere Camp Darby" e' da sempre rivendicazione forte di tutto il
movimento antimilitarista, pacifista, internazionalista;
SE la contestazione alla Base e' sempre stata tappa necessaria del
movimento contro le guerre;
SE la lotta contro la militarizzazione dei territori ha sempre segnato la
crescita della consapevolezza dei movimenti;
SE, oggi, l'opposizione alla guerra si lega imprescindibilmente alla lotta
contro il neoliberismo per "un altro mondo possibile e necessario";

ALLORA, portare la mobilitazione internazionale contro la guerra, nei
giorni del Forum Sociale Europeo, ai cancelli della base, e', crediamo,
compito inevitabile del movimento, in particolare in questa Toscana che
vogliamo segnata dalla democrazia e dall'accoglienza.

Questa e' la proposta che lanciamo a tutto il movimento e che ha gia'
trovato larghe adesioni internazionali: andare a Camp Darby il 6 novembre,
nel pomeriggio precedente all'apertura del Forum Sociale Europeo. Portare
davanti ai cancelli che proteggono le armi di distruzione di massa,
quell'opposizione alla guerra - senza se e senza ma - che si esprimera' nei
4 giorni fiorentini e nella grande manifestazione internazionale del 9
novembre.

COSTRUIAMO L'OPPOSIZIONE ALLA GUERRA: IL 6 NOVEMBRE A CAMP DARBY
(concentramento h. 14 stazione di Tombolo), IL 9 NOVEMBRE A FIRENZE.

MOVIMENTO ANTAGONISTA TOSCANO, CONFEDERAZIONE COBAS, ASSEMBLEA NAZIONALE
DELLE STRUTTURE ANTAGONISTE FIRENZE 12-13/10/02, GLOBALISE RESISTANCE (UK),
GREEK SOCIAL FORUM, LAB (Sindacato Paesi Baschi)

COMUNICATO STAMPA - Pisa 31.10.2002

Giovedì 31 Ottobre all’alba, la Digos romana ha perquisito le abitazioni del Presidente del Circolo ARCI Agorà, Valter Lorenzi, e di Carlo Camilloni, delegato Cobas nella RSU del Comune di Pisa.
L’atto è di una gravità inaudita.
Per nove ore è stata messa a soqquadro la casa di Carlo, dove vive con la moglie e i due figli, con una perquisizione molto invasiva che non ha minimamente rispettato l’ambito personale e familiare.
Naturalmente la perquisizione ha avuto esito negativo, considerate l’estraneità e l’avversione che Carlo ha sempre manifestato verso l’opzione terroristica della lotta armata e la mancanza di qualsiasi legame e contatto, anche di tipo personale, con chi si presume che abbia compiuto tali scelte.
Carlo è impegnato da anni sul piano dell’attività sociale, a fianco degli immigrati, sul terreno della pace e della libertà dei popoli e nell’ambito sindacale. Un impegno di lotte alla luce del sole, riconosciuto e apprezzato ampiamente in città, e che nelle ultime settimane lo ha visto tra gli organizzatori del Forum Sociale Europeo e punto di riferimento per la manifestazione del 6 novembre a Camp Darby.
È del tutto palese il carattere provocatorio e strumentale delle due perquisizioni, aggravato dalla esclusione della Questura pisana che è stata informata solo ad operazione avvenuta, proprio in questi giorni in cui Carlo è stato riconosciuto come uno dei principali interlocutori della Questura e della Prefettura per il pacifico svolgimento del corteo del 6 a Camp Darby.
La pretestuosità delle perquisizioni è confermata dall’ordinanza, in cui si fa riferimento ad un reato avvenuto a Roma il 16 aprile di quest’anno, giorno dello sciopero generale, giorno in cui Carlo, come migliaia di giovani e lavoratori possono testimoniare, si trovava a manifestare al mattino con il sindacalismo di Base a Firenze e nel pomeriggio insieme a Valter a Pisa in Logge di Banchi alla manifestazione indetta dal social forum.
Non è casuale che tutto ciò avvenga a sei giorni dalla manifestazione di Camp Darby e alla vigilia del Forum sociale europeo e del corteo a Firenze del 9 Novembre.
La Confederazione Cobas denuncia il tentativo di costruire un clima torbido e allarmistico intorno ad un appuntamento internazionale dove confluiranno migliaia di lavoratori, giovani e centinaia di movimenti, clima che si attua proprio tentando maldestramente di criminalizzare l’impegno politico e sindacale nei movimenti.
La Confederazione Cobas, nell’esprimere la piena solidarietà a Carlo e alla sua famiglia, invita tutte le forze politiche democratiche, l’associazionismo e le Organizzazioni sindacali a denunciare operazioni strumentali di questo tipo.

Pisa, 1.11.2002

Assemblea Nazionale Cobas Pubblico Impiego

Dopo aver consultato molti compagni delle varie situazioni si è concordato per il 23 novembre 2002 (sabato) la data per l'Assemblea Nazionale dei Cobas Pubblico Impiego.
Inutile sottolineare l'importanza della stessa. E' la prima (dalla sua costituzione) e sul tappeto abbiamo tutta una serie di problemi da affrontare e risolvere:
a.. L'accorpamento in questo macro-comparto della Federazione Regioni - Autonomie Locali e lo spostamento dei settori (oggi ricompresi nei Cobas P.I.) Università e Ricerca nel comparto Cobas Sanità - Università - Ricerca già da tempo operante, evitando duplicati di categorie.
b.. Gli eventuali aggiustamenti statutari derivanti dalla modifica delle categorie.
c.. La questione del finanziamento.
d.. L'elezione dell'Esecutivo Nazionale del Pubblico impiego.
e.. Una piattaforma di proposte e di intervento generali nei posti di lavoro con un'analisi ed una riflessione riguardo le trasformazioni nella Pubblica Amministrazione.
Nei prossimi giorni tenterò di articolare delle proposte specifiche sui punti sopraddetti invitando tutti a fare altrettanto ed a preparare questa scadenza tra tutti i nostri iscritti e strutture.